Cos’è l’epilessia: una condizione da conoscere, anche a San Valentino. Oggi vi parlo della mia malattia cronica e del suo santo protettore.
Cosa è l’epilessia: vi parlo della mia malattia cronica
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un tema che mi sta molto a cuore, in un’occasione speciale come San Valentino. In questa giornata dedicata all’amore, alla comprensione e alla compassione, penso sia importante parlare di una condizione che colpisce molte persone e che ha bisogno di essere conosciuta meglio: l’epilessia.
San Valentino, oltre a essere il simbolo dell’amore romantico, ha un legame particolare con chi soffre di epilessia. Ma andiamo con ordine: cos’è l’epilessia, e perché proprio San Valentino è considerato il protettore di chi vive con questa condizione?
Cos’è l’epilessia?
L’epilessia è un disturbo neurologico che si manifesta con crisi improvvise e ricorrenti. Queste crisi sono causate da un’attività elettrica anomala nel cervello. Le crisi possono essere molto diverse tra loro, alcune brevi e lievi, altre più intense. L’epilessia non è una malattia mentale, ma una condizione fisica che può colpire chiunque, indipendentemente dall’età o dallo stile di vita.
Le crisi possono assumere forme diverse: alcune persone possono semplicemente “scomparire” per pochi secondi, altre possono avere movimenti incontrollabili. Ogni persona con epilessia vive l’esperienza in modo unico, come nel mio caso, dove soffro di epilessia generalizzata, che comporta crisi che interessano tutto il cervello.
Nonostante sia una condizione che richiede molta comprensione e supporto, l’epilessia è più comune di quanto si pensi. Il problema, però, è che spesso non si parla abbastanza di essa, e per chi ne soffre, a volte è difficile trovare il sostegno giusto.
Io soffro di epilessia generalizzata da quando avevo 13 anni.
San Valentino e la sua connessione con l’epilessia
Ora, veniamo alla parte più curiosa: perché San Valentino è il protettore di chi soffre di epilessia? La risposta sta nella storia di San Valentino, che risale a tempi antichi. San Valentino, infatti, era un vescovo che visse nel III secolo e che, tra le sue numerose azioni di bene, si distinse per aver aiutato molti malati e persone in difficoltà. Si narra che Valentino guarisse malati e, in particolare, una delle sue guarigioni più celebri riguardava una giovane donna che soffriva di una malattia misteriosa. Alcuni storici suggeriscono che la malattia di cui soffriva questa giovane fosse, in realtà, l’epilessia.
Con il tempo, San Valentino è diventato il santo protettore non solo degli innamorati, ma anche di coloro che lottano con malattie come l’epilessia, portando con sé il simbolo della speranza e della cura. Oggi, proprio il 14 febbraio, chi vive con questa condizione può sentirsi ancora più vicino alla figura di San Valentino, che ha donato la sua vita per aiutare gli altri.
Altri sostengono che San Valentino, così come San Donato e San Giovanni, venne decapitato e da qui il “perdere la testa” così come succede con questa malattia.
Perché parlarne è importante
In un giorno come San Valentino, dove si celebra l’amore, credo che sia fondamentale ricordare anche l’amore per se stessi e per gli altri. Parlare di epilessia significa abbattere le barriere della paura e dell’ignoranza, ed è questo che mi spinge a scrivere. L’epilessia non è una condanna, ma una condizione che si può affrontare con il giusto supporto. È importante che chi vive con l’epilessia si senta compreso, e che chi sta vicino a una persona con epilessia impari a riconoscere le crisi e a intervenire con calma.
Per me, che vivo con epilessia generalizzata, ogni giorno è una sfida, ma anche un’opportunità per sensibilizzare chi mi sta attorno. Ecco perché ho scritto dei libri sull’epilessia, per raccontare la mia esperienza e aiutare chi si trova a fare i conti con questa condizione. Potete trovarli su Amazon qui.
Dove trovarmi
Se volete approfondire questo tema o semplicemente conoscere meglio la mia esperienza, potete seguirmi su:
San Valentino è un giorno per celebrare l’amore e la connessione tra le persone, ed è anche un’occasione per ricordare che la comprensione e la compassione possono fare la differenza nella vita di chi soffre di epilessia. Grazie per aver letto, e non dimenticate mai che l’amore può davvero abbattere ogni barriera.
Con affetto,
Alice Cerea